«L’annunciata chiusura dell’ufficio protesi nell’ospedale di Cecina ci preoccupa sia per l’impatto sull’utenza, prevalentemente disabili, anziani e invalidi, sia per la consueta e progressiva spoliazione di servizi a cui il nosocomio cecinese è sottoposto ormai da troppo tempo. Fino a dove? E con quali ripercussioni? Per capirlo abbiamo scelto di passare dalle parole ai fatti con un’interrogazione alla giunta regionale toscana»: ad annunciare l’iniziativa sono il firmatario dell’atto in Consiglio regionale, ovvero il Capogruppo di Forza Italia nell’Assemblea Toscana Maurizio Marchetti, il Consigliere comunale degli azzurri a Cecina Chiara Tenerini e il Vicecoordinatore regionale del movimento Paolo Barabino.

«Ci sono zone dove già da tempo la Asl Nord Ovest ha proceduto alla chiusura del punto di front office dedicato a protesi e ausili, inviando l’utenza agli sportelli amministrativi. Lì la comunicazione aziendale è arrivata – spiega Marchetti che ha effettuato una ricognizione in prima persona – tramite nota stampa qualche giorno prima del cambiamento. E poi come è andata? Quali sono stati i risultati, visto che si persevera in questa direzione? Come funziona nelle altre Asl? Ho voluto domandare tutte queste cose».

Anche perché: «La platea di utenti di questo servizio è composta prevalentemente da fasce di popolazione deboli – riflettono Marchetti, Tenerini e Barabino – e per queste persone dovrebbe servire attenzione maggiore e implementazioni, semmai, del servizio. Invece qui si va a sottrarre e troviamo legittima la preoccupazione di cittadini e associazioni che si vedono portar via un punto di interlocuzione finora dimostratosi utile ed efficace».

«L’Ospedale di Cecina – recita poi l’interrogazione di Marchetti – è da tempo oggetto di progressivo impoverimento dei servizi attuato in maniera più o meno strisciante, con professate riorganizzazioni spesso tradottesi in realtà in contrazioni degli standard quantitativi delle opportunità di assistenza e cura per i pazienti afferenti a quell’Ospedale che, oltretutto, vede il proprio bacino di utenza potenziale in consistente espansione durante i mesi estivi in virtù dei flussi turistici». Per di più: «Non è che il servizio di distribuzione protesi e ausili in Asl Nord Ovest proceda a puntino – ricorda Marchetti – dato che io stesso in area lucchese mi sono occupato del caso di una nonnina, 90 anni, che aspettato il letto ortopedico prescrittole per mesi, fino a doverselo noleggiare privatamente da sola pagandoselo. Ecco, se questi sono gli esiti allora anche no».

Dunque è scattata l’interrogazione con cui, oltre a volere i dati sul servizio protesi Asl per Asl, Marchetti chiede alla Regione di «invitare la Asl Nord Ovest a rivalutare il provvedimento mantenendo il punto di front office» cecinese dedicato alle protesi.


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