Pubblichiamo, integrale, il comunicato stampa dell’avvocato Massimo Nitto in merito alle vicende della Port Authority di Pisa (dimmissioni cda):

Dopo giorni di meditato silenzio, credo sia obbligo fare chiarezza su una vicenda
che, apparentemente, pare trovare la sua scaturigine da alcune mie dichiarazioni rese
durante la registrazione della puntata de “La Pisaniana” andata in onda in data 12.11.2023.
Quando ho avuto modo di leggere la missiva del 16.11.2023 sottoscritta dai quattro
componenti uscenti dal C.d.A. di Port Authority di Pisa S.r.l., non posso nascondere di aver
provato una sensazione di sorpresa mista a profonda delusione ed amarezza: in primis per il
cordiale rapporto che mi lega, da anni, ad alcuni di loro, in seconda istanza per l’assoluta e
manifesta infondatezza che connota la contestazione che i medesimi muovono al mio
indirizzo ossia l’aver proferito “gravi affermazioni inerenti l’inattività dei consiglieri di
amministrazione che rallenterebbero l’operato della società”.
E’ doverosa una premessa: il mio intervento alla citata puntata de “La Pisaniana”, è
stato, così come deve essere, un intervento di carattere prettamente tecnico. Tre argomenti
sui quali sviluppare pochi concetti esplicativi: il recupero dei crediti in funzione della
situazione patrimoniale della Partecipata, l’evoluzione della struttura societaria (con il
passaggio dall’Amministratore Unico all’insediamento di un C.d.A.) le funzioni
dell’Organismo di Vigilanza.


In particolare, in ordine al secondo dei tre argomenti (quello in dal cui esame è
“esploso” il caso), riferendomi alla costituzione del Consiglio di Amministrazione della
Port Authority di Pisa Srl, ho espressamente fatto riferimento all’importanza del “contributo
fattivo” conferito alla Partecipata dalle Associazioni di Categoria (con esplicita indicazione di
Confcommercio e CNA) ed ho pubblicamente elogiato l’operato di figure professionali
(nell’occasione definite “illustri”) quali la Prof. Azzena e l’Avv. Virgone che, per studi ed
affinità d’ambito lavorativo, conosco da tempo ed ai quali non ho mai fatto mancare
pubblici attestati di stima. In tutto l’intervento non vi sono riferimenti, né lievi né gravi,
espliciti o di carattere allusivo, alla “inattività” viceversa menzionata, per la prima ed unica
volta, nella missiva dei consiglieri uscenti. Solo l’accenno alla circostanza, di natura
prettamente tecnico – giuridica, per cui la nuova struttura societaria abbia meccanismi
decisionali più complessi, in ragione di una sfera di attività più ampia ed articolata
(motivazione per la quale il C.d.A. è stato istituito): conseguenza logica ed ovvia che non
può né deve essere letta in senso negativo e/o dispregiativo relativamente al ruolo svolto
dai singoli consiglieri. Non può avere tale accezione a meno che non la si voglia, in modo
infondato e pretestuoso, attribuire forzando un’interpretazione autentica oltremodo chiara
ed inequivocabile. Nessuna critica, quindi, nei riguardi di coloro che, successivamente,
hanno sottoscritto l’atto di dimissioni (determinando lo scioglimento del C.d.A.), nessun
commento di carattere e/o a sfondo politico rivolto ai medesimi ovvero
all’Amministrazione Comunale di Pisa. E ci tengo a chiarirlo, convinto come sono, anche
dopo aver, più e più volte, rivisto la registrazione del mio intervento.
Per tale motivo ho ritenuto assolutamente inaccettabile (tanto nel merito quanto
per le modalità con le quali è stata articolata) la pretesa di formalizzazione di pubbliche
scuse in un comunicato stampa da diramare “agli organi di informazione provinciali e regionali (con
dimostrazione dell’avvenuto invio)” entro le 13:00 della stessa giornata: in primis perché, come
detto, non sono state formulate e/o proferite “gravi affermazioni” nei confronti di chicchessia
e tali da giustificare una richiesta di scuse, pubbliche o private che siano, in seconda istanza
perché la richiesta di prendere posizione sulla predetta missiva imponeva in modo
ultimativo di farlo nel termine di sole tre ore dalla sua trasmissione al mio indirizzo di posta
elettronica (ordinaria): considerato che lo scrivente è quotidianamente impegnato, nelle ore
antimeridiane (e talvolta, anche durante quelle pomeridiane) avanti agli Uffici Giudiziari di
tutta la Regione, non avrebbe avuto modo, così come non ha avuto modo, di affrontare la
questione se non successivamente al proprio rientro presso il proprio studio.
Con l’occasione, tengo a specificare ulteriormente come il mio rapporto
professionale con la Società sia sempre stato improntato alla massima serietà ed al massimo
impegno. Nel tempo in cui ho svolto l’incarico affidatomi ho sempre tenuto un contegno
assolutamente rispettoso verso tutti, rapportandomi con educazione tanto alle figure apicali
quanto agli altri collaboratori ed ai dipendenti. Non ho mai avuto problemi né nutrito
pregiudizi nei riguardi di alcuno. Il mio rapporto fiduciario con il Presidente del C.d.A. non
è mai stato messo in discussione ed ho sempre offerto all’Ing. Pisano e, per Suo tramite,
alla società la massima disponibilità.


Ciò che più mi amareggia riguarda proprio le ripercussioni che la vicenda ha avuto
nei confronti di un professionista, il Dott. Ing. Salvatore Pisano, per l’appunto, che negli
anni in cui è stato alla guida della Partecipata, si è dimostrato un ottimo amministratore ed
ha trasformato una società che, economicamente, navigava in acque assai burrascose e
prossima alla chiusura (il Sindaco Conti non ha mai fatto mistero dell’iniziale tentazione di
trasferire agli Uffici Comunali le competenze dell’allora Navicelli di Pisa Srl) in una
compagine estremamente efficiente, capace di incassare ingenti somme grazie al recupero di
crediti incagliati da tempo, saldare i propri debitori (risparmiando decine di migliaia di euro
rispetto alle richieste iniziali dai medesimi formulate) liquidare gli ex soci uscenti, Provincia
di Pisa e Camera di Commercio, garantire alle casse Comunali un gettito regolare ed
importante, risolvere contratti eccessivamente onerosi (rispetto all’effettivo vantaggio
garantito), mediare per risolvere, con i cantieri navali, situazioni complesse anche sotto il
profilo occupazionale e sociale, eseguire lavori di consolidamento spondale per decine di
milioni di euro, allacciare relazioni strategiche con i vertici (italiani e statunitensi) della Base
Nato di Camp Darby, creare contatti solidi, a livello nazionale, con le Federazioni a cui
fanno capo gli sport acquatici (che hanno trovato, sul Canale dei Navicelli un loro ideale
campo di allenamento e competizione), riportare a Pisa e, in particolare, sulla Darsena, gare
di importanza internazionale (con ricadute benefiche sull’intera Città e sull’indotto) e molto
altro ancora…


Spero, in ultimo, che alla luce di un attento esame delle video sequenze oggetto di
contestazione, l’Amministrazione, con senso di responsabilità, possa giungere a rivalutare la
reale dinamica della vicenda e riabilitare la figura di un Presidente che ha sempre agito
nell’interesse della Partecipata e della Città di Pisa mettendo la parola fine su di una
vicenda, in alcuni suoi passaggi, paradossale e per la quale mi riservo di valutare ogni più
opportuna azione a tutela della mia dignità e del mio decoro, sul piano personale e
professionale, ritenendo che gli stessi siano stati lesi dall’inaccettabile attribuzione, alla mia
persona, di parole, allusioni, critiche mai formulate né a me riferibili.


Avv. Massimo Nitto


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