Durante il mese di aprile inizierà la costruzione del nuovo ingresso dell’ospedale Santa Chiara a Pisa, ultimo dei grandi edifici di cui si stanno gettando le fondamenta. L’area interessata dai lavori, informa l’azienda ospedaliera universitaria pisana, che termineranno nel luglio del 2025, è quella tra gli attuali edifici 30 e 31. “Ciò comporterà modifiche alla viabilità: non potranno più essere utilizzati i parcheggi prospicienti l’edificio 31, che rimarrà collegato al resto dell’ospedale solo tramite il tunnel e la passerella che lo uniscono all’edificio 30”, precisa l’ospedale. Altre modifiche riguarderanno le aree di parcheggio. Quella nei pressi della cabina elettrica, prima utilizzata per il car sharing, sarà destinata a chi, da solo, arriva al Pronto Soccorso con la propria auto oppure a chi accompagna dei minori. In tutti gli altri casi gli accompagnatori dovranno lasciare la macchina nei parcheggi gratuiti (A, B) e a pagamento (C) destinati al pubblico, tutti collegati con la navetta gratuita. Saranno inoltre creati 130 nuovi spazi destinati a bici e moto.

Per le ambulanze non cambierà il percorso d’accesso al Pronto Soccorso. Gli utenti autosufficienti non diretti al Pronto Soccorso che debbano comunque accedere all’edificio 31 per esami e visite potranno continuare a utilizzare l’ingresso 31B, al piano terra. Gli utenti non autosufficienti e i pazienti trasportati entreranno invece all’edificio 31 dall’entrata J, al piano seminterrato, dotato di ascensore per il trasporto dei letti.

Gli accessi al Pronto soccorso

Il numero assoluto degli accessi al Pronto soccorso nei mesi iniziali del 2022 sta tornando ai valori precedenti alla pandemia.

Dopo il crollo della primavera 2020, la successiva ripresa, e quindi il secondo crollo nell’autunno 2021, nel mese di marzo sono stati raggiunti i 7mila accessi mensili, di cui circa 3mila avviati – appena entrati in Pronto soccorso – a percorsi specialistici (il cosiddetto fast track) e 4mila presi presi in carico direttamente dai medici del Pronto soccorso.

In questi 4mila pazienti si è riscontrato nel corso dei primi tre mesi dell’anno un progressivo incremento dei codici di maggiore gravità, i quali rappresentavano a gennaio il 63 e a marzo il 67 per cento del totale.

L’aggravamento della casistica spiega il fatto che il numero dei ricoveri non sia mai sostanzialmente mutato rispetto alla fase pre-covid.

Le persone sono uscite indebolite da questi due anni, e ciò si riflette in una maggiore necessità di cure ospedaliere.

I due percorsi: covid e no-covid

A sostanziale parità di numero di ricoveri rispetto agli anni pre-pandemia va segnalato che la grandissima differenza è dovuta al fatto che il Pronto soccorso e l’intero ospedale hanno dovuto organizzare due percorsi distinti, sia all’accesso, sia nell’eventuale ricovero, per pazienti affetti o meno da covid


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