Nei primi sei mesi del 2021 +3,8% rispetto all’anno pre-pandemia. Quasi un miliardo e settecento milioni di euro il valore delle esportazioni della provincia di Pisa. Molto bene i cicli e motocicli, buona la crescita di mobili, abbigliamento e strumenti di misurazione. Boom per la farmaceutica. Segno meno per cuoio e calzature

La dinamica dell’export pisano nel primo semestre 2021, secondo i dati Istat analizzati dalla Camera di Commercio di Pisa, è caratterizzata da una sensibile crescita: +32,3% rispetto al medesimo periodo del 2020 ma, soprattutto, un discreto +3,8% rispetto al 2019, l’anno record dell’export pisano. Il dato del 2021 è quindi particolarmente positivo proprio in confronto con il 2019, l’ultimo “anno buono” in termini di comparazione, perché precedente alla paralisi per lockdown del 2020. 

Il punto di vista del Commissario Straordinario della Camera di Commercio di Pisa, Valter Tamburini

“Nonostante le difficoltà che affliggono alcuni spezzoni del nostro sistema produttivo, penso soprattutto alle pelli e al calzaturiero, l’export manifatturiero pisano mette a segno, non solo grazie alle due-tre ruote, una discreta crescita rispetto alla fase pre-pandemica. Come Camera di Commercio, sosteniamo le imprese pisane attraverso specifiche iniziative legate all’internazionalizzazione. È infatti ancora attivo il bando per finanziare a fondo perduto i servizi di supporto all’internazionalizzazione e la partecipazione autonoma a fiere internazionali e ad iniziative di business matching. Presso il nostro ufficio internazionalizzazione – conclude Tamburini – è sempre disponibile un servizio gratuito di primo check-up pensato per le PMI che vogliono lanciarsi sui mercati esteri, in un momento di ripresa nel quale è indispensabile essere pronti.”

Anche il centro di ricerca olandese CPB Netherlands Bureau for Economic Policy Analysis ha sottolineato come Pisa abbia saputo ben inserirsi nelle più ampie tendenze internazionali che hanno visto crescere la domanda mondiale, nel periodo di analisi, del 3,8% in termini reali. Questa positiva dinamica della domanda internazionale si è tradotta in una crescita dell’export rispetto allo stesso periodo del 2019 per tutti i territori di interesse: Italia (+4,1%), Toscana (+10,3%) e Pisa (+ 3,8%). Il risultato della Toscana, migliore rispetto a quello della provincia di Pisa, ha ragioni contingenti in quanto riconducibile ai risultati eclatanti del comparto orafo della provincia di Arezzo. 

Faticano ancora alcuni settori chiave dell’economia pisana. E’ boom nella farmaceutica sul 2019

Un elemento di spicco nel quadro incoraggiante del commercio estero pisano è rappresentato dalla farmaceutica che fa registrare risultati da autentico boom (ben oltre il raddoppio del valore dei prodotti esportati, +167,4% rispetto al periodo pre-pandemico) dando un contributo di +3,67 punti percentuali sul risultato complessivo della provincia. La farmaceutica avanza grazie alle vendite dirette in Austria (+233,7%), Francia (+352%), ma anche verso la Spagna, Svizzera e Corea del Sud. 

Molto bene anche l’export di cicli e motocicli. Il comparto registra un +23,8% che pesa per ben 6,56 punti percentuali sulle vendite estere pisane rispetto al 2019. 

Con questa performance le “due-tre ruote” si confermano il principale settore di esportazione della provincia. Il risultato complessivo è frutto di dinamiche piuttosto omogenee a livello geografico con la maggiore crescita registrata in Germania (+54,3%) per quanto riguarda l’Europa e ottimi risultati anche negli Stati Uniti (+41,3%), Giappone (+89,2%) e Cina (+48,9%). Bene anche la crescita di export di autoveicoli, che segna un +83,5% rispetto al 2019 grazie alle vendite piazzate in Vietnam e Spagna.

Motivi di soddisfazione anche per le vendite di prodotti di abbigliamento che invertono la tendenza negativa con un buon +12% generato dai lusinghieri risultati in paesi importanti (Stati Uniti +13,3%, Regno Unito +227,3%, Germania +68,7%, Australia +164,7% e Cina +245,5%).

Tra i comparti tradizionalmente vocati all’export, ma da un po’ di tempo in difficoltà, si rileva una nota di ottimismo per i mobili (+23,6% sempre rispetto al primo semestre 2019) con significativi incrementi su mercati di rilievo (Francia +88,1% Germania +59,2% Cina +21,5% Giappone +42,2%) buono anche il risultato negli Stati Uniti (+4,3%) e spicca quello in Australia (+160,8%), flessione invece in Russia (-21,5%).

Altro settore in crescita è quello degli strumenti e apparecchi di misurazione, prova e navigazione che mette a segno un +49,1% grazie alle vendite piazzate in Australia, Cina, Francia, Stati Uniti, Svizzera e paesi arabi.

Crescono, tra i settori tradizionali pisani, le esportazioni di prodotti in vetro (+4,1%), ancora poco visibili sul settore gli effetti degli stimoli indotti dalle misure di agevolazione per l’edilizia.

Praticamente stabile la vendita di bevande (+0,1% rispetto al primo semestre 2019). Il vino pisano (il principale componente della voce bevande) pur continuando a soffrire in modo consistente in alcuni mercati rilevanti (Giappone -79,7% Germania -36,9% Francia -29,3%) recupera egregiamente su altri (Stati Uniti +8,1%, Cina +30% e Russia +38,4%) e conferma il trend positivo nel Baltico (Svezia +18,2%, Finlandia +82%, Estonia addirittura triplicata, Norvegia +72,4% e Lettonia +142%). 

Sostanzialmente stabile, invece, la meccanica (-0,7% rispetto al medesimo periodo del 2019). Considerando i paesi di destinazione, si segnala la severa battuta d’arresto nel Regno Unito (-80,3%) mentre sono buoni i risultati di Stati Uniti (+11,6%), Cina (+52,6%), Corea del Sud (+54,7%) e Germania (+9,8%). Tra le varie branche della meccanica, la flessione è marcata per le altre macchine per impieghi speciali (-22,4%). Battuta d’arresto, anche se più contenuta (-2,6%), per le macchine di impiego generale (motori e turbine, apparecchiature fluidodinamiche, pompe, compressori, valvole, ecc.) mentre le altre macchine per impieghi generali (forni, macchine per il sollevamento, utensili portatili a motore, refrigeratori non domestici, ecc.) mettono a segno una crescita del 10,9%. 

Alcuni settori esportatori della provincia di Pisa, quelli afferenti alla filiera del cuoio, continuano a mostrare segni di difficoltà. Il cuoio frena la caduta ma continua a perdere arretrando, nei primi sei mesi del 2021, del 18,1% rispetto al 2019 spiegando un -4,89 punti sui +3,8 della crescita complessiva dell’export pisano. La flessione si evidenzia sui più rilevanti mercati di riferimento come Francia (-32,3%), Hong-Kong (-56,5%), Spagna (-19,1%) e anche in Cina si rileva un segno meno (-9,8%). In controtendenza, tra i paesi più rilevanti, l’export del cuoio torna a crescere sensibilmente in Vietnam (+13,2%) e con risultati ancor più eclatanti nel Regno Unito e Canada (export triplicato).

Il semestre non va bene neppure per le calzature che con un -36,6% pesano per -2,77 punti percentuali sulla dinamica complessiva dell’export provinciale. A pesare è soprattutto il -41,6% delle vendite di scarpe negli Stati Uniti, mentre in Europa sono la Francia, la Germania, Svizzera e Regno Unito a far registrare le flessioni più consistenti, tutte a doppia cifra. In controtendenza troviamo invece la Spagna con un raddoppio dell’export calzaturiero.

Flessione del 5,3% dell’export pisano, invece, per i prodotti afferenti alla chimica di base (coloranti, gas industriali, gomma e plastiche) mentre la tendenza si inverte (+11,7%) per gli altri prodotti chimici (tra i quali sono compresi i materiali utilizzati nel finissaggio di tessuti e cuoio). 

Crescono le vendite dirette in Germania che si conferma primo paese di sbocco. Bene Stati Uniti, Austria, Cina e Vietnam

La Germania con una quota del 15,8%, raggiunto con una crescita del 18,7% rispetto all’anno pre-pandemico, si conferma primo paese di destinazione per l’export pisano. A crescere, nel commercio con la Germania, troviamo i prodotti farmaceutici di base (aumentati di 30 volte), seguiti dai mobili (+59,2%), dai cicli e motocicli (+54,3%), e dalla meccanica generale (+9,8%). Profondo rosso, invece, per le vendite in Germania di cuoio (-17,6%), calzature (-45,8%) e bevande (-36,9%). 

Il -3,1% registrato dalle vendite dirette in Francia, secondo paese di sbocco per le produzioni pisane, è imputabile soprattutto al cuoio (-32,3%) ma anche alle calzature (-21,4%) e all’abbigliamento (-27,6%). Crescono invece i farmaceutici (più che quadruplicati), i mobili (+88,1%) le altre macchine di impiego generale (+40,5%) e gli autoveicoli (+175,6%) e i cicli-motocicli. Passo indietro anche per la Spagna (-5,0% sempre rispetto al primo semestre 2019). Gli iberici hanno acquistato a Pisa soprattutto medicinali e preparati farmaceutici (+163,6%), autoveicoli (+119,2%), gli altri prodotti chimici (+159,5%) e le calzature (+114,1%). Pesanti flessioni invece per i settori tradizionali come il cuoio (-19,1%). 

Contrazioni rilevanti, a livello di paese, si registrano anche per Regno Unito (-15,2%), Hong Kong (-36,2%), Svizzera (-13,9%), Portogallo (-18,9%), Giappone (-19,5%), Romania (-24,9%). Tra i paesi più rilevanti per il commercio estero pisano crescono invece Stati Uniti (+6,7%), Austria (+61,7%), Cina (34,2%), Vietnam (+33,9%), Corea del Sud (+39%), Polonia e Belgio


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