Un nuovo legame tra strutture ospedaliere e territorio, la collaborazione tra specialisti diversi, il riordino e gli investimenti sul territorio. Sono alcuni dei temi discussi questa mattina al webinar “Ospedale-Territorio: a che punto siamo”, organizzato dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Firenze. “La pandemia ci ha mostrato quanto è importante il dialogo tra ospedale e territorio. In futuro servirà una collaborazione sempre più integrata, perché la finalità rimane la stessa per entrambi: l’assistenza e la cura del cittadino. Fino ad ora sono state delle realtà troppo separate, due percorsi distinti per il paziente. Possiamo invece creare una comunicazione intrecciata e continua. In questo modo cresceranno entrambe. Se il territorio dà una risposta efficiente, anche gli ospedali ne traggono vantaggi. E se gli ospedali si aprono al territorio si realizza quella continuità assistenziale tanto invocata negli ultimi anni”. E’ l’intervento del presidente dell’Ordine Pietro Claudio Dattolo, che presenta i passi fondamentali per una crescita della sanità toscana.

“Abbiamo iniziato a confrontare le idee del Capo Dipartimento del territorio e di quello ospedaliero, aprendo il dibattito alla componente politica e sindacale della nostra Regione. Un passo politico significativo, da portare avanti nei prossimi mesi. I medici, se coinvolti nella parte strategica, possono dare un contributo fondamentale”.

Sulla questione interviene anche Elisabetta Alti, vicepresidente dell’Ordine: “In questo momento storico è importante l’unità d’intenti in campo medico per promuovere cambiamenti e nuove modalità organizzative. L’integrazione ospedale-territorio, lo sviluppo e l’implementazione della tecnologia informatica e strumentale a livello territoriale, una diagnostica prossima al cittadino, la presenza di personale infermieristico e amministrativo negli studi dei medici di famiglia saranno in grado di caratterizzare una presa in carico più efficace, anche nell’assistenza domiciliare”.

“Un incontro importante e sicuramente opportuno in questo momento. Il Covid ha messo in evidenza le criticità nel rapporto tra ospedale e territorio – spiega anche Giancarlo Landini, direttore del Dipartimento Specialistiche mediche Azienda Usl Toscana centro -. All’inizio dell’epidemia gli ospedali non avevano letti a sufficienza dell’alta intensità che dovevamo reggere, ecco perché i pronto soccorsi erano sempre affollati. Ma in poco tempo siamo riusciti ad aggiungere nuovi posti. In prospettiva però dovremo mantenere questi numeri anche dopo il Covid. Anche i collegamenti tra ospedale e territorio – prosegue Landini – sono sempre stati molto difficili, visto che l’unica porta d’accesso era il pronto soccorso. Migliorare i rapporti all’interno delle aree ospedaliere, mettere a punto sistemi strutturati di collegamento, alzare il livello d’intensità: le idee ci sono dobbiamo realizzarle tutti insieme”.

Al convegno ha partecipato anche l’assessore regionale alla Salute Simone Bezzini che ha colto l’occasione per fare il punto sulla campagna vaccinale contro il Covid “Sul piano della pandemia dobbiamo ovviamente andare avanti con la campagna di vaccinazione. La Regione Toscana è una delle regioni che ha vaccinato di più in Italia: sono quasi 450mila le persone che hanno avuto la somministrazione nella nostra regione, con un andamento superiore alla media nazionale: abbiamo messo insieme una macchina organizzativa che ha una potenzialità di vaccinazione fra 25.000 e 30.000 somministrazioni ogni giorno. Questo significa che quando arriveranno forniture più consistenti, la Toscana sarà pronta a utilizzarle. Il Governo proprio ieri ci ha comunicato i piani per il prossimo trimestre: se questi piani verranno rispettati in termini di forniture, noi saremo in grado, a partire dai primi giorni di aprile, di fare una grande accelerazione della campagna di vaccinazione, a partire dagli over 80 e poi per tutto il resto della popolazione.”


Coronavirus, Giani: nuovi casi registrati in Toscana sono 1.106 su 12.710 test

“Colomba per File” a sostegno dei malati cronici