Il Nucleo PEF della Guardia di Finanza di Livorno ha controllato una serie di imprese e ditte individuali che hanno beneficiato di compensazioni a fronte di poste debitorie nei confronti dell’erario.

Il meccanismo previsto dalla normativa è lecito se non cela comportamenti non in linea e mirati all’evasione fiscale e, nei casi più gravi, alla sottrazione di imposte dovute per ingenti importi configurando, al superamento di determinate soglie, anche la commissione di reati.

Tra i contribuenti che evidenziavano anomalie ed elementi discordanti, è emersa la singolare posizione di una cinquantenne residente in provincia, la quale ha azzerato il proprio debito con l’erario per l’annualità 2016 con un credito del medesimo importo. Ad attrarre l’attenzione e la curiosità delle Fiamme Gialle l’anomala circostanza che la contribuente, titolare di una lavanderia a Cecina (LI), pur avendo cessato l’attività molti mesi prima, ha compensato il dovuto con un “credito per l’assunzione di nuovi dipendenti”. Le successive interrogazioni alle anagrafi dell’I.N.P.S. però, oltre che confermare l’assenza di nuove assunzioni hanno consentito di dimostrare che l’impresa, negli ultimi anni, non aveva mai avuto personale alle dipendenze.

Constatata e segnalata, per il recupero da parte dell’Agenzia delle entrate, un’indebita compensazione per 12.500 €,cui seguiranno sanzioni e interessi a decorrere dalla data dell’operazione.

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ultimo aggiornamento: 26-02-2020


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