L’indebito accaparramento di tessuti, in effetti, oltre a costituire il principale presupposto di altri gravi fenomeni illeciti – tra cui l’evasione fiscale e contributiva, lo sfruttamento del lavoro, la contraffazione ed il riciclaggio dei proventi illeciti – consente alle imprese che se ne avvalgono di imporsi sul mercato in ragione di prezzi assolutamente concorrenziali, impraticabili per gli operatori che rispettano le regole. 

L’operazione ha riguardato un deposito ubicato nell’area del Macrolotto, al cui interno i Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Prato – nel corso di una precedente ispezione – avevano riscontrato la mancata adozione delle misure obbligatorie di sicurezza antincendio. 

Le successive indagini sono state eseguite dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria dalla Guardia di Finanza su delega della Procura della Repubblica di Prato. 

Dall’analisi della parziale documentazione rinvenuta e delle risultanze contabili, sono stati raccolti elementi probatori in merito all’introduzione nel territorio nazionale, in contrabbando, dell’ingente quantitativo di tessuti di origine cinese contenuto nell’immobile. 

In particolare, i tessuti – provenienti via mare dalla Cina – sono risultati importati, a più riprese, da altre imprese dislocate in Paesi dell’Est Europa, anch’esse riconducibili a soggetti di origine sinica, e da queste formalmente ceduti in sospensione di imposta, mediante fittizie operazioni intracomunitarie, in favore di imprese nazionali, inesistenti o inattive. 

Nella realtà, le merci – provenienti dal porto di sdoganamento – giungevano direttamente nel distretto pratese ed erano stoccate presso il capannone al centro delle investigazioni. 

Solitamente, in assenza di controlli in itinere, i documenti di trasporto fittizi erano quindi stracciati e non contabilizzati e la merce era smistata per la lavorazione a varie ditte di confezioni del Macrolotto, attraverso cessioni in evasione d’imposta. 

Si tratta di meccanismi illeciti già riscontrati dalle Fiamme Gialle pratesi in precedenti analoghe operazioni di servizio. 

Alla luce di quanto emerso, sono stati sottoposti a sequestro 1,5 milioni di metri di tessuto di diversa tipologia, per un valore di oltre 2,6 milioni di euro. 

Il titolare dell’impresa è stato denunziato alla locale Autorità Giudiziaria. 

I diritti di confine e l’IVA all’importazione evasi ammontano a poco meno di 1 milione di euro. Le indagini proseguono al fine di individuare ulteriori responsabilità. 


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