Sono 463 le specialità alimentari tradizionali presenti sul territorio toscano nel 2021 salvate dalla pandemia grazie agli agricoltori per sostenere la rinascita del Paese. La Toscana è la seconda regione in Italia per numero di specialità alimentari tradizionali, la prima in Italia per numero di DOP, IGP e SGT con 92 prodotti per un valore complessivo delle produzioni di 1,156 milioni di euro di cui 152 milioni dal cibo e 1.004 al vino. L’impatto economico delle produzioni a denominazione della Toscana è cresciuto di circa 50 milioni di euro (+4,6%).

A dirlo è Coldiretti Toscana sulla base di quanto emerso dal nuovo censimento delle specialità ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni e del rapporto Ismea – Qualività 2020. “La Toscana è la regione nel mondo più importante e conosciuta per l’agroalimentare di qualità.– commenta Fabrizio Filippi, Presidente Coldiretti Toscana – Il nostro patrimonio enogastronomico fatto di pane, pasta, formaggi, salumi, conserve, frutta e verdura, dolci, liquori e vino è figlio dell’opera di intere generazioni di agricoltori impegnati a difendere nel tempo la biodiversità sul territorio e le tradizioni alimentari. Si tratta di un bene comune per l’intera collettività e di un patrimonio anche culturale che il nostro Paese può oggi offrire con orgoglio ai turisti italiani e stranieri. Un’offerta – conclude Filippi – che è stato possibile far tornare sulle tavole dei consumatori grazie anche alla rete di vendita diretta dei mercati, delle fattorie e degli agriturismi di Campagna Amica”.

Per quanto riguarda le varie categoria si tratta – spiega la Coldiretti – di 193 prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati (verdura e frutta), 121 paste fresche, prodotti della panetteria, della pasticceria e della confetteria, 81 carni fresche ed insaccati, 34 formaggi, 11 prodotti di origine animale (miele), 10 preparazione di pesci, molluschi, crostacei e tecniche particolare di allevamento, 8 bevande alcoliche, distillati e liquori, 3 grassi (olii, margarina e burro), 2 condimenti.

La provincia con il maggior numero di prodotti tradizionali è Arezzo con 88, seguono Firenze con 85, Grosseto e Lucca con 80, Massa Carrara con 72, Pisa con 52, Siena con 46, Pistoia 24, Livorno 22 e Prato 18.


Testi Cementi, siglato protocollo per favorire nuove iniziative d’impresa

Consorzio Toscana Nord e l’utilizzo dei droni per il monitoraggio e lo studio del territorio