“I servizi alla persona sono caratterizzati da un vincolo fiduciario e non sono prestazioni sostituibili tra vari esercizi, non possono essere penalizzati dal divieto imposto alla clientela di potersi spostare da un comune all’altro. I parrucchieri adottano rigidi protocolli di sicurezza e rispettano le procedure. L’obbligo di accogliere clienti dietro appuntamento, elimina ogni possibilità di assembramento. Per i parrucchieri è importante non perdere la clientela fidelizzata ed evitare di aiutare il lavoro in nero. In provincia di Lucca, il settore dell’acconciatura conta più di 600 imprese per circa 1.800 addetti. Altre regioni hanno già accolto le richieste delle associazioni di categoria, lo faccia anche la Toscana. Del resto, il Governo ha previsto la possibilità di fare la spesa in un comune diverso dal proprio, e allora perché la stessa possibilità non può valere per gli acconciatori? -domanda Fantozzi– E’ inoltre sbagliata la decisione del Governo di chiudere i centri estetici nelle zone rosse, tali esercizi vanno subito riaperti perché l’attività di estetica è da sempre accomunata all’attività di acconciatura. Hanno infatti lo stesso codice Ateco, servizi dei parrucchieri e di trattamenti di bellezza sono disciplinati a livello nazionale dalla stessa normativa. Con il passaggio in zona rossa, sono stati oltre 300 i saloni e centri estetici ad essere costretti ad abbassare le proprie saracinesche”.


“111 milioni di euro di cartelle esattoriali in arrivo nel 2021: ecco il regalo di Giani ai toscani per il nuovo anno”

“Nomina politica senza alcuna condivisione. Sul futuro di Firenze Fiera sventola la bandiera del Pd”