A seguito di attività d’indagine della Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile di Firenze, coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica, il Giudice dell’Udienza Preliminare ha disposto il rinvio a giudizio di 7 persone (6 cittadini somali ed 1 sudanese), di età compresa tra i 27 e 57 anni.

Si tratta di un procedimento penale per reati in materia di falso materiale o ideologico a carico dei 7 cittadini stranieri i quali, nel corso del tempo, avrebbero favorito il rilascio di permessi di soggiorno e/o titoli di viaggio a cittadini somali mediante presentazione di dichiarazioni fittizie, finalizzate ad attestare una residenza o un domicilio non reale presso immobili siti in provincia del capoluogo toscano (Fiesole, Reggello e Figline e Incisa Valdarno), ovvero inducendo in errore i Pubblici Ufficiali addetti all’Ufficio Anagrafe dei Comuni competenti, nonché i Pubblici Ufficiali dell’Ufficio Immigrazione della Questura.

Le indagini hanno evidenziato come svariati cittadini somali presenti sul territorio dello Stato italiano intenzionati a richiedere il rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno o titolo di viaggio, una volta entrati in contatto con il circuito fiorentino approntato dagli imputati, venissero muniti della documentazione attestante un’idonea e stabile sistemazione alloggiativa per presentarsi poi presso l’Ufficio Immigrazione della Questura di Firenze e richiedere il documento di cui necessitavano.

Tra i soggetti individuati particolare attenzione è stata incentrata su una cittadina somala 57enne presente in questo capoluogo da anni, titolare di tre negozi ubicati nella zona di via Palazzuolo ovvero in posizione strategica nel cuore di un quartiere caratterizzato da elevata presenza e frequentazione di cittadini di etnia somala.

Si è potuto assistere anche ad alcuni casi nei quali cittadini gravitanti in altre Regioni sono arrivati nel capoluogo toscano e, nell’attesa che si perfezionasse l’iter per l’ottenimento del rilascio del permesso di soggiorno, sono stati assistiti materialmente, ovvero muniti di un posto letto reperito in strutture occupate, indirizzati per i pasti in centri Caritas e, nel frattempo, impiegati in servizi di varia necessità dai connazionali che stavano gestendo nel frattempo la loro pratica.

Taluni dei somali alla ricerca di un domicilio fiorentino, pur risultando fittiziamente ospitati presso abitazioni provate, sono stati indirizzati presso il noto Palazzo dell’Ordine dei Gesuiti di Firenze.

Si tratta dello stabile occupato, con il sostegno di alcuni esponenti del Movimento lotta per la casa, il 17 gennaio del 2017 da cittadini somali precedentemente stanziati presso un capannone a Sesto Fiorentino – dove l’11 gennaio antecedente era deceduto un cittadino somalo a seguito di incendio.

La prima udienza del processo è fissata per i primi di febbraio prossimo.


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