Dopo Grosseto e Sesto Fiorentino, l’assessore alla sicurezza dei cittadini, Vittorio Bugli, ha inaugurato il servizio dei vigili di prossimità a Ponte a Moriano, una delle sette frazioni di Lucca coinvolte nel progetto. Il Comune di Lucca, assieme ad altri 14, ha infatti partecipato al primo bando della Regione in materia di sicurezza integrata. Il bando, appena rinnovato scade il 24 ottobre. Proprio in queste settimane stanno partendo tutte le sperimentazioni dei primi progetti finanziati. l’assessore è impegnato in un tour per incontrare i cittadini e illustrare la politica di sicurezza integrata avviata dalla Regione Toscana. Successivamente ci sarà una fase di verifica e si cercherà di capire se la sperimentazione triennale dei vigili di quartiere, che hanno un compito di controllo, ascolto e soprattutto di deterrenza, potrà entrare a pieno regime con l’impegno finanziario dei singoli Comuni. Per quanto riguarda Lucca, la Regione ha finanziato sei vigili di prossimità con 675 mila euro per tre anni.

A Lucca i sei agenti, uomini e donne, sono stati già individuati. A breve saranno in servizio tutti i giorni, per tutto l’anno. Divisi in turni, presidieranno il territorio per controllare, ascoltare i cittadini, e con la loro presenza costituire una forma di deterrenza per ladri, spacciatori e malviventi. Saranno anche un punto di riferimento per chi, tra i residenti, si sta già impegnando per la vivibilità del proprio quartiere. Dopo un periodo di formazione, e una volta che saranno sostituiti mediante un concorso nei ruoli finora svolti, entreranno in servizio in sette frazioni di Lucca che lamentano la chiusura di attività commerciali e artigianali, e un conseguente rischio di abbandono.

“L’ordine pubblico – ha spiegato l’assessore Bugli – è una competenza dello Stato e noi da tempo chiediamo che le forze dell’ordine sul territorio siano aumentate. Finora non siamo stati ascoltati, ma continueremo a chiederlo con forza. Intanto però facciamo la nostra parte. Il vigile di quartiere è un po’ il Comune che va tra i cittadini, li incontra, li ascolta, è una presenza. Una volta, il controllo di vicinato era una cosa naturale, soprattutto nei piccoli centri. Oggi crediamo che sia utile ripristinare questa figura. Non solo. Vogliamo anche dare una mano ai sindaci, e cominciare a leggere le nostre città anche da un punto di vista della sicurezza, per gli aspetti che ci competono. In questa direzione abbiamo fatto e stiamo facendo diverse sperimentazioni, alcune stanno andando molto bene. Abbiamo finanziato – ha aggiunto – un sistema di video sorveglianza con 3,3 milioni in 228 comuni, ovvero l’83% delle amministrazioni comunali e avviato progetti pilota in 12 città. Ma non ci siamo limitati a questi pur importanti interventi: abbiamo destinato 1,3 milioni di euro per la formazione del personale di polizia locale”.

L’impegno finanziario regionale per i vigili di prossimità nei 15 Comuni (oltre a Grosseto, Lucca e Sesto Fiorentino ci sono Firenze,Viareggio, Pisa, Prato, Massa, Livorno, Pistoia, Arezzo, Campi Bisenzio, Pontedera, Empoli e Piombino) ammonta a 9 milioni di euro in tre anni. D’accordo con Anci, l’associazione di Comuni, è stata data la precedenza ai territori dove più alto era l’indice di delittuosità rispetto agli abitanti ‘equivalenti’, ovvero considerando non solo i residenti ma anche i i turisti, i pendolari, gli studenti.

Nei giorni scorsi l’assessore Bugli ha incontrato anche i residenti di Quinto, frazione di Sesto Fiorentino, dove i vigili di prossimità sono chiamati a controllare un quartiere che lamenta episodi di spaccio e forme varie di degrado. Nel circolo Arci La Costituzione, molto affollato anche da giovani, i residenti hanno fatto domande sulla sicurezza integrata. Molti erano rassicurati dalla presenza dei vigili di quartiere, qualcuno invece ha espresso dubbi sulla efficacia di un’azione ‘soft’ per la sicurezza: “Crediamo – ha detto ancora Bugli – che si possano creare le condizioni per rendere le città più sicure. E stiamo cercando di farlo con interventi come quello dei vigili di prossimità, ma anche con il sostegno a progetti di rigenerazione urbana che contribuiscano a riportare la vita quotidiana nelle zone considerate a rischi o. L’animazione, la partecipazione, gli eventi anche di artistici e di carattere culturale, sono un antidoto al degrado delle città. Da tempo diciamo che è preferibile aprire le porte invece che blindarle; è meglio abitare i propri quartieri invece che non viverli perchè si ha paura”.

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ultimo aggiornamento: 06-10-2019


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