Le imprese pisane con dipendenti del settore industriale e dei servizi, vale a dire le più strutturate del sistema produttivo locale, prevedono di assumere 3.290 persone entro il mese di giugno 2021. Si tratta di 370 assunzioni in più rispetto allo scorso mese di maggio ma, soprattutto, +940 rispetto al giugno 2020 e +100 rispetto al giugno 2019 quando ancora la pandemia non aveva colpito il paese. A dirlo è l’analisi della Camera di Commercio di Pisa sui dati provinciali del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con ANPAL, e relativi al mese di giugno 2021. Se allunghiamo l’analisi al trimestre estivo (giugno-agosto 2021) la domanda espressa dal sistema imprenditoriale pisano arriva a quota 7.610 unità.

Il punto di Vista di Valter Tamburini, Commissario Straordinario della Camera di Commercio di Pisa

“Con l’inizio dell’estate si registra fermento nella nostra economia, che addirittura porta al pieno recupero della domanda di lavoro da parte delle imprese pisane rispetto al 2019 quando la pandemia non era neanche lontanamente prevedibile. Ma con il riavvio delle attività si riaffacciano anche due elementi di criticità: la difficoltà nel reperire personale e la scarsa richiesta di figure qualificate. Come Camera di Commercio di Pisa e Fondazione ISI continueremo a sostenere le iniziative che puntano a ridurre il gap domanda-offerta di lavoro attraverso progetti di orientamento al lavoro per i giovani e le famiglie allo scopo di aumentare la consapevolezza ed un atteggiamento proattivo rispetto alle scelte di studio e professionali. Sul fronte delle aziende, puntiamo ad accrescere la consapevolezza dell’importanza del capitale umano quale fattore di competitività spingendo il sistema imprenditoriale verso la digitalizzazione e l’economia circolare attraverso appositi bandi con i quali, di concerto con le categorie economiche, abbiamo messo a disposizione contributi finanziari ed anche specifici percorsi di formazione.”

Tra i settori che assorbono manodopera spiccano i servizi. Gli incentivi spingono l’edilizia

I due terzi delle entrate previste (2.200) si concentreranno nei servizi. All’interno dei servizi ben 510 assunzioni si avranno nel turismo, ristorazione e alloggio, è da segnalare a questo proposito come nel giugno 2019 gli ingressi furono 840: segno di una forte cautela nei programmi di assunzione delle imprese di uno dei principali comparti della provincia. 410 ingressi si avranno invece nel commercio (450 si ebbero nello stesso mese del 2019) mentre 400 nei servizi alla persona e ulteriori 340 nei servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio quest’ultimo comparto in forte crescita a causa della spinta derivante dalle mutate abitudini di acquisto. A giugno 2021 ben 790 assunzioni si avranno nell’industria manifatturiera e nelle public utilities (furono 920 nel 2019) mentre 310 si registreranno nelle costruzioni che, considerando che nel 2019 registrarono 210 ingressi, beneficiano dei consistenti sgravi fiscali.

Tra le professioni prevalgono quelle legate al turismo, ai servizi di pulizia e al commercio. Bene anche gli informatici

Prima posizione, tra le professioni più richieste dalle aziende pisane, con 380 ingressi troviamo cuochi, camerieri e altre professioni dei servizi turistici seguiti da 300 assunzioni di personale non qualificato nei servizi di pulizia e in altri servizi alle persone. 220 invece gli operai specializzati nell’edilizia e nella manutenzione degli edifici seguiti da 200 ingressi di personale non qualificato nella logistica, facchini e corrieri. Con 190 assunsioni troviamo sia i tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione sia i commessi e personale qualificato in negozi ed esercizi all’ingrosso. Ben 180 assunzioni ciascuno per: personale di amministrazione, di segreteria e dei servizi generali, operai specializzati della moda e operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche. Saranno 140 le assunzioni di autisti di mezzi di trasporto.

I contratti offerti, prevalentemente a termine, segnalano ancora incertezza

L’80% dei contratti offerti nel mese di giugno sarà a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita) mentre solo nel 20% dei casi le entrate previste saranno stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato. Nel dettaglio il 70% sarà a tempo determinato (con punte dell’83% nei servizi alla persona e del 75% nel commercio), il 16% di somministrazione (con punte del 33% nell’industria manifatturiera e nelle public utilities) mentre un altro 16% a tempo indeterminato.

Lavoratori sono ancora difficili da trovare a Pisa (come nel resto d’Italia)

Permane il gap tra domanda e offerta di lavoro in provincia di Pisa: nel mese di giugno 31 casi su 100 le imprese prevedono di avere difficoltà a trovare i profili desiderati con punte del 53% per dirigenti, professioni con elevata specializzazione e tecnici del 39% per operai specializzati e conduttori di impianti e macchine (nella metalmeccanica si arriva addirittura a 2 posizioni su 3 difficili da trovare) e del 50% tra gli operai specializzati nell’edilizia e nella manutenzione degli edifici. Anche a livello nazionale si assesta al 31% la quota di assunzioni per le quali le imprese dichiarano difficoltà di reperimento.

I titoli che contano

Solo il 9% delle entrate previste a giugno 2021 sarà destinato a personale laureato (con punte di oltre il 50% per le professioni high-skilled), al 33% sarà chiesto un diploma, il 15% una qualifica o diploma professionale mentre ad un 41% non sarà chiesto alcun titolo di studio.

L’indagine

I dati provengono dall’analisi della Camera di Commercio di Pisa sui dati del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con ANPAL, sulla base delle entrate previste dalle imprese con dipendenti dell’industria e dei servizi a giugno 2021: un’indagine che ha coinvolto in provincia di Pisa un campione di 1.311 aziende in tre tornate di indagine mensili. Le informazioni sui flussi di entrate programmate dalle imprese riguardano le attivazioni di contratti di lavoro (a tempo indeterminato, a tempo determinato, stagionali, a chiamata, apprendistato, in somministrazione, di collaborazione coordinata e continuativa ed altri contratti non alle dipendenze) della durata di almeno un mese solare (pari ad almeno 20 giornate lavorative) per il trimestre oggetto di indagine.