Sandra Bianchini: le sue idee per la Regione Toscana - Toscana Daily

Sandra Bianchini: le sue idee per la Regione Toscana

La Toscana si prepara a cambiare il Governo regionale in un momento storico particolarmente difficile. Dopo il Covid-19, che ha costretto molte attività a chiudere, ha spaventato molti cittadini e ha tolto fonti di guadagno che si davano per scontate, le elezioni regionali toscane acquistano un valore maggiore.
Se nei partiti, sia a destra che a sinistra, assistiamo alle solite “scaramucce” per le posizioni nelle liste si spera che i cittadini comprendano l’importanza di ascoltare, verificare,  ragionare sui programmi proposti lasciandosi alle spalle “il voto di famiglia”.  Non è più il momento di votare a destra o sinistra solo per fare. I prossimi 5 anni devono mettere a posto più cose possibili.

In questa intervista abbiamo rivolto qualche domanda ad una donna che ha deciso di candidarsi. A destra? A sinistra? A noi non interessa perché a noi interessano le idee.

Sandra Bianchini, secondo lei per la Toscana avere come candidati principali una donna e un uomo quando è importante in questo momento?

La politica, sul tema della leadership femminile è rimasta indietro. Per la Regione Toscana sarebbe stato meglio avere due donne come candidati dell’una e dell’altra parte. Ma non perché le donne siano migliori a prescindere, bensì perché  la politica debba servire da esempio. Oggi abbiamo in Italia solo un leader nazionale donna, Meloni. E finalmente abbiamo un candidato della coalizione di centrodestra donna, Ceccardi. Il fatto che la candidata del Centrodestra sia una donna, e anche molto determinata, aumenta le possibilità di identificazione e di sviluppo della società. Certo, non basta essere donne per essere efficaci; le donne devono essere innovative, capaci di andare oltre gli scenari conosciuti, saper decidere in fretta consultando più parti e saper farne una sintesi utile. Dopo l’emergenza Covid queste sono competenze fondamentali sia per un Imprenditore che per un politico donna o uomo. Credo molto nel lavoro di gruppo con le donne. Nella mia esperienza professionale ho sempre lavorato bene con loro. In politica abbiamo bisogno di donne autonome, non di donne che siano le supporter di politici uomini.

Secondo le previsioni in autunno molti esercizi commerciali chiuderanno, le aziende in difficoltà, da agosto potranno procedere con i licenziamenti e quindi la situazione si presenta difficile. Lei che da sempre si occupa di formazione e lavoro che consigli ha da dare al prossimo esecutivo toscano?

Mi occupo di selezione formazione e risorse umane da sempre. La Regione ha creato l’agenzia per il lavoro e utilizza i Centri per l’Impiego per cercare di sopperire alla ricerca di lavoro. Tutto con soldi pubblici come tanti carrozzoni che devono essere snelliti. Soprattutto se inefficaci. Sappiamo che chi cerca lavoro non si rivolge al CPI perché spesso non ci sono le competenze necessarie per far fronte alle richieste dei lavoratori. Ho chiesto all’Assessorato regionale la percentuale di utenti che trova lavoro con i CPI ma non ho mai ricevuto risposta.

Questo sistema di ricerca e collocazione non funziona. E tutto ciò che è pagato con i soldi pubblici e non funziona,o lo si riorganizza e lo si fa funzionare in tempi brevi, o lo si elimina. Su questo tema ci sarebbe moltissimo da fare per creare strutture efficaci che non pesino sulle nostre tasche.

Penso al modello svedese. Strutture molto snelle prevalentemente private, pagate anche dalle imprese solo a raggiungimento obiettivo, ovvero solo quando trovano realmente il lavoratore che cercano. Come accade in tutto il mondo nel settore privato. Con professionisti preparati che sanno supportare sia il lavoratore che l’impresa. Con minor costi pubblici e efficacia garantita. Prima ho citato i carrozzoni della Regione Toscana non a caso, sono incapaci di produrre risultati. Le partecipate delle Regione toscana hanno 190 milioni di debito, con un sistema di governance inadeguato. Sprechi su sprechi di soldi pubblici, cioè  nostri.

Come si crea il lavoro in una regione come la Toscana visti gli scenari post Covid?

Premetto che a Firenze  il Covid ha fatto emergere il problema del Lavoro, presente da anni. Un lavoro sempre molto precario e poco meritocratico. Basato più su cono scienze e relazioni che su meritocrazia e capacità di innovazione. Senza un’offerta di lavoro varia, seria e numericamente soddisfacente si crea  immobilismo e paura al cambiamento.

Oggi complessivamente ci troviamo in un territorio sempre meno produttivo e sempre meno efficiente. Le politiche per uscire dall’immobilismo che il Covid ha solo reso più esplicito,  sono moltissime e varie. Ne dico  alcune:

1 Turismo di qualità. Non sono mai state realizzate politiche regionali e fiorentine per portare un turismo di qualità nei nostri territori. Per il PD e la sinistra la parola lusso risulta essere un’offesa forse. Credo che ‘per chi non sa  di impresa, sia un termine che  appare discriminante. Sappiamo invece come il Mercato del Lusso sia  un mercato sempre piu’vitale, ancor di più adesso nel post covid e che porta sviluppo e lavoro. La Regione Toscana deve  attraverso una formazione mirata e qualificata supportare gli operatori economici toscani verso un turismo di medio alto livello. Supportare le imprese e i lavoratori, dai commercianti ai tassisti dagli artigiani ai NCC e orientando la loro impresa verso questo segmento. Occorre abbandonare la deleteria e inutile strada del turismo di massa.

2 Riportare le aziende manifatturiere in Toscana. Il centrosinistra ci ha costretto a vivere solo di servizi. È questo ha un impatto drammatico sul lavoro.La produzione, il manifatturiero non e’stato percepito da questo governo regionale come necessario.Sono moltissime le Aziende che hanno abbandonato la Toscana negli ultimi dieci anni. Occorre far tornare le imprese in Toscana, offrendo incentivi e sgravi fiscali.

3 Le imprese vogliono essere messe in condizioni di lavorare In Toscana sono presenti un migliaio di medie imprese innovative e competitive,che offrono lavoro di qualita’stabile e duraturo. Dobbiamo triplicare i numeri in breve tempo, supportando economicamente la nascita di nuove imprese e aggregando le micro imprese.

3 Città d’arte. Fino ad oggi A Firenze si e’pensato di governare la città con la  tassa di soggiorno. Senza una visione di insieme delle molteplici potenzialità che la città offre. Adesso occorre ripensare complessivamente la città e offrire un supporto economico a tutti gli operatori economici che causa Covid hanno dovuto fermarsi o rallentare.Dalle guide turistiche ai ristoratori, dai commercianti ai tassisti.

4 Infrastrutture: <In trenta anni la Toscana non e’stata dotata delle infrastrutture necessarie in primis a supporto dell’economia. E non per scelte strategiche ma per dissidi interni al centro sinistra. Esemplare è l’aeroporto. Ad oggi non abbiamo niente. Né un aeroporto funzionante a Firenze né collegamenti utili con Pisa. L’immobilismo infrastrutturale ha fatto si’che ad oggi la Toscana non abbia reti stradali e ferroviarie adeguate. Città come Siena e Grosseto sono isolate.

Proposte:

– specializzare gli aeroporti: Firenze, aeroporto urban e business, aerei privati e turismo di alta qualità ‘; Pisa, turistico e internazionale. Grosseto, acquisire l’aeroporto a scopi turistici, on utilizzo stagionale. (attualmente aeroporto militare)

-Porto di Livorno, importante per tutta l’economia Toscana, deve aumentare la capacita’di accogliere e smistare merci. Il porto di Livorno potrebbe diventare il terminal delle autostrade del mare e diventare il porto piu’importante d’Italia

– FI-PI-LI. Oggi e’l’unica arteria mezza ostruita che collega la costa con Firenze. Occorre ripensare a una visione diversa e studiarne una modernizzazione per renderla sicura anche ai tanti pendolari che la utilizzano ogni giorno.

– rete ferroviaria regionale obsoleta e non adeguata. Il gap infrastrutturale del sud della toscana comporta un PIL del 15% inferiore al resto della Toscana. Occorre rafforzare le linee regionali e eliminare quelle non utilizzate.

Cosa pensi della politica dell’assistenzialismo misurata dia sui giovani che suo tanti che, pur lontani dalla pensione, sono senza lavoro?

Credo che la Regione e lo Stato debbano offrire un supporto importante a chi si trova in povertà temporanea, come chi perde il lavoro e soprattutto debba fornire gli strumenti per ricollocarsi. Quindi sono favorevole a una politica che supporta chi si trova in temporanea difficoltà. Sono convinta che queste persone sentano la necessità di ritrovare la dignità di un lavoro. Sono completamente contraria ai sussidi per tutta la vita, ai sussidi a chi non ha mai lavorato o lavorato in nero.

Una società basata sulla decrescita (in)felice crea persone senza ambizioni, senza capacità, senza motivazione. Persone che non vogliono incidere nella realtà apportando qualcosa di proprio, che sia una impresa, una professione, un’idea.

I giovani devono essere supportati nella creazione del proprio percorso professionale, nella costituzione di imprese innovative. L obiettivo deve essere quello di creare cittadini e non consumatori.

Società e famiglia quali le emergenze a tuo avviso?

È il  tema centrale di ogni società. La famiglia è il primo contesto di cui facciamo parte. La famiglia di origine è quel luogo che ci ricorda chi siamo e che non siamo più. Ci sono tanti tipi di relazioni famigliari e ognuno con il consenso delle parti e ‘libero di scegliere le relazioni che lo soddisfano di più. Il consenso rimane lo spartiacque. Sono contraria al coinvolgimento di minori in famiglie cosiddette arcobaleno oppure all’abuso della donna con l’utero in affitto.

La famiglia a mio parere per la Toscana è un tema importante per tre motivi:

  1. l’occupazione femminile è come in tutta Italia bassa rispetto alla media europea, spesso perché agli obiettivi professionali , le donne devono cedere il passo alle esigenze familiari
  2. la Toscana è tra le regioni con la più bassa natalità di Italia
  3. la cura della famiglia è ancora tutta sulle spalle delle donne e i servizi non sono sufficienti.

I temi reali su cui prioritariamente bisogna intervenire sono l’indipendenza economica delle donne, l’accesso al lavoro, la diffusione della proprietà.
Altro tema importante sul quale pochissimo è stato fatto fino a oggi  è  la tutela dei padri separati e le condizioni di povertà e di privazione in cui possono incorrere.

Grandi temi toscani: Solvay, Piombino, cave e sanità concentrata in pochi grandi ospedali. Quali sono le tue idee e visioni in proposito?

I temi sono tanti e tutti importanti per il lavoro e la salute dei cittadini e una sanità al passo con i tempi deve essere al centro di un’agenda politica.

La politica sanitaria degli ultimi anni ha praticamente dimenticato le esigenze del territorio e svalutato nel complesso il servizio ospedaliero soprattutto nel potenziale umano-professionale impegnato nel settore.

Sempre più reparti ospedalieri sono sottorganico, mancano medici e infermieri. La razionalizzazione delle risposte rispetto alle domande non è ottimale  e di conseguenza i servizi ai Cittadini si riducono producendo delle liste di attesa che sono fuori controllo. Per visite mediche , prestazioni diagnostiche ed interventi chirurgici si devono aspettare tempi troppo lunghi con evidenti disagi e possibili complicazioni delle patologi .

La chiusura di Ospedali  periferici o il loro accorpamento , non supportato da una adeguata sanità territoriale, ha prodotto solo  difficoltà ad accedere ai servizi ed un allontanamento dal territorio a scapito soprattutto dei Soggetti più deboli come gli anziani e i malati cronici.

Inoltre la riduzione dei posti letto è comprensibile e anche talvolta auspicabile ( si lascia il posto letto per il paziente acuto ) ma diventa un fattore negativo quando non si valorizzano , anzi si sguarniscono, i servizi sanitari territoriali

Queste problematiche erano ben presenti anche prima del  Covid 19 , e purtroppo si sono ancor più evidenziate durante la fase acuta e post-acuta della pandemia .

È necessario ed urgente una rivalutazione della medicina territoriale portando il più possibile delle prestazioni e servizi nei Distretti , cioè vicine ai Cittadini . È necessario rafforzare il ruolo del medico di famiglia mettendolo in grado di poter gestire un adeguato numero di pazienti,  affinché con uno spirito moderno e manageriale, ritorni ad essere il primo presidio per la prevenzione e per le cure primarie .

È necessario capire che anche a causa dell’invecchiamento della popolazione ci sarà un incremento costante delle cronicità  che deve essere affrontato con risorse adeguate e con la medicina di comunità (sinergie tra medico di famiglia, distretto socio sanitario , ospedale di comunità)

Una sanità territoriale attiva ed efficace, oltre ad essere un servizio utile ai Cittadini , può consentire un risparmio-razionalizzazione della spesa sanitaria. Inoltre può “alleggerire “ il lavoro degli Ospedali riducendo le presenze al pronto soccorso e i ricoveri cosi detti impropri.

I grandi Ospedali e le Università devono poter crescere in prestazioni d’avanguardia , con macchinari di nuova generazione e soprattutto con un personale sanitario non sottorganico e motivato.

Occorre guardare alla sanità Toscana con spirito laico e scevro da pregiudizi ideologici. Se i risultati sono quelli che vediamo non possiamo che affermare che si poteva e doveva fare meglio . La governance della sanità va cambiata non per il gusto di cambiare ma per oggettive necessità . Dobbiamo ripartire dalle vere domande di salute  di una società complessa ed in rapida evoluzione. Ospedali efficienti con personale adeguato e dirigenti che sono tali per merito , coordinati con una medicina del territorio efficace .

Perché hai deciso di candidarti?

Mi candido perché voglio che ci sia un miglioramento nelle condizioni di vita dei toscani e voglio agire concretamente per questo.Ho sempre lavorato nel privato, ho due figli che come molte donne italiane ho “tirato su” da sola, sono da sempre appassionata di politica, ma ho partecipato in posizioni di back office. Non amo stare sotto i riflettori.

Credo che la mission di un politico sia il miglioramento della comunità per cui lavora. Dopo cinquanta anni di partito unico in toscana e il conseguente immobilismo economico che ne deriva vorrei partecipare a costruire una destra moderna, che possa governare  innovando e sviluppando il territorio. 

Aggiornato il: 26-07-2020 9:34