Nella giornata del 25 di Marzo i militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale (NIPAAF) di Grosseto hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le indagini preliminari di Grosseto. Nello specifico la misura cautelare reale ha interessato i proprietari di autocarri, furgoni e carroattrezzi utilizzati illecitamente per trasporto di rifiuti pericolosi e non pericolosi, in quanto sprovvisti di qualsiasi iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali. Nel mirino un noto impianto di autodemolizione della città di Grosseto il quale è stato sottoposto a sequestro preventivo per aver gestito illecitamente dal 2021 ad oggi un quantitativo pari a circa 4 milioni di chilogrammi (4000 Tonnellate) di rifiuti pericolosi e non pericolosi, tra cui batterie al piombo, veicoli fuori uso, rifiuti metallici e non, alluminio, bronzo, rame, permettendo ai trasportatori non autorizzati di conferire i medesimi rifiuti presso il proprio impianto e celando tali trasporti mediante la sistematica falsificazione di registri di carico e scarico e dei formulari di identificazione dei rifiuti.
Le indagini del NIPAAF erano iniziate nel mese di maggio 2023 dalla verifica documentale dei Modelli di Dichiarazione Unica Ambientale (MUD) della ditta in esame, dai quali erano emerse delle incongruenze relative al quantitativo eccessivo di rifiuti conferiti da parte di soggetti che si definivano come privati cittadini.


L’espletamento di attività tecnica aveva permesso in estate di accertare che in effetti venivano conferiti presso l’impianto rifiuti pericolosi e non pericolosi da parte di automezzi non iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali, soggetti che quindi di fatto eseguivano un’attività professionale di trasporto di rifiuti senza alcuna autorizzazione. Riscontri che avevano permesso alla Procura della Repubblica di Grosseto di emettere un decreto di perquisizione grazie al quale gli inquirenti avevano sottoposto a sequestro penale tutta la documentazione inerente i trasporti dei suddetti rifiuti nonché la contabilità, e documentazione utile ad accertare l’ammontare di rifiuti illecitamente trattati dall’autodemolitore.
Il NIPAAF di Grosseto fa sapere che il giro di affari illeciti si aggira intorno al milione e mezzo di euro con il coinvolgimento di molti indagati a vario titolo di gestione illecita di rifiuti pericolosi e non pericolosi e di falso.
Contestualmente all’attività penale, i militari hanno anche elevato 214 sanzioni amministrative per assenza dei formulari di identificazione dei rifiuti, assenza di elementi essenziali a dimostrare la tracciabilità dei rifiuti medesimi e mancanza del registro di carico e scarico rifiuti per un importo totale di 700 mila euro.
L’operazione coordinata dal NIPAAF di Grosseto ha visto impiegati oltre 30 militari della specialità forestale dell’Arma dei Carabinieri della provincia maremmana con obiettivi su tutto il territorio provinciale ed extra – regionale.
Gli indagati sono da considerare presunti innocenti fino al definitivo accertamento di responsabilità con sentenza irrevocabile.