Basta violenza. In tanti al presidio ad Altopascio, davanti al municipio della cittadina della provincia lucchese, in solidarietà al giovane gay aggredito in discoteca una settima fa e al grido “vogliamo una legge contro l’omo – lesbo – bi – tranfobia, subito”. Tra i presenti – oltre al sindaco Sara D’Ambrosio e al collega di Santa Croce, cittadina, questa, dove risiede la vittima – anche Eugenio Giani, l’attuale presidente del Consiglio Regionale. Molti hanno raggiunto la città del pane anche da Viareggio e dalla Versilia. La vicenda dell’aggressione omofoba, che ha inorridito tutti, ha avuto eco mediatica anche fuori dalla Toscana. Basti pensare che la vittima è anche stata invitata al programma Mediaset condotto da Barbara D’Urso.

La manifestazione organizzata da LuccAut ha raccolto l’appello lanciato dal Toscana Pride per dire al mondo che “non vogliamo più essere bersagli dell’odio, della discriminazione e della violenza solo perché siamo gay, lesbiche, trans*, bisex, asessuali, intersex, queer e non binary”

In piazza per chiedere alle istituzioni tutte di far seguire i fatti alle parole di solidarietà – pervenute da molti dopo l’aggressione omofoba subita dal giovane di Santa Croce sull’Arno, e sulla quale stanno indagando i Carabinieri: fatti che dovrebbero essere momenti di sensibilizzazione e di educazione alle differenze.

“Il Comitato Toscana Pride esprime solidarietà e vicinanza a Simone, il ragazzo aggredito ad Altopascio – spiegano: “L’aggressione avvenuta all’interno di un locale durante una serata LGBTI+ dalla descrizione che ne danno la vittima e i testimoni, sembra avere un chiaro movente omofobico e rappresenta l’ennesimo atto vile e ignobile compiuto in un clima di odio e di persecuzione nei confronti delle persone LGBTI+ che ormai non risparmia più nessuna città. Destano particolare preoccupazione le modalità con cui gli aggressori – due ragazzi non ancora identificati da forze di polizia – hanno sorpreso la vittima mentre stava ballando in pista. Spintoni, graffi, schiaffi, pugni in pieno viso e offese da squadrismo fascista che non lasciano dubbi sulla matrice omofobica dell’aggressione, dalla quale sembra essersi scatenata una rissa che ha coinvolto anche una ragazza. Purtroppo siamo tristemente abituati a sentirci chiamare “finocchi” e “schifose lesbiche” e ad essere i bersagli di chi si sente legittimato ad usare violenza contro di noi, solo in ragione del nostro orientamento sessuale e della nostra identità di genere. Questo episodio non è un fatto isolato ed eccezionale. Da mesi, la nostra comunità è al centro di una vera e propria persecuzione, determinata dal peggioramento di un clima sociale che è sempre più caratterizzato dal rifiuto e dall’intolleranza nei confronti di chi non si conforma. Siamo di fronte ad una pericolosa deriva di violenza contro le persone LGBTI+ iniziata nel 2019 che potrà essere arginata solo con l’approvazione di una legge seria contro l’omo-lesbo-bi-transfobia che da un lato introduca il reato di omo-lesbo-bi-transfobia e dall’altro impegni risorse pubbliche in percorsi strutturati di formazione e sensibilizzazione ed a sostegno di case rifugio. Le associazioni che compongono il Comitato Toscana Pride sono al fianco di LuccAut e di tutta la comunità LGBTI+ lucchese per iniziative di contrasto al bullismo e alla violenza e fanno appello alle istituzioni affinché in risposta a questi gravissimi fatti diano un segnale inequivocabile, non solo attraverso comunicati di solidarietà e di vicinanza ma anche e soprattutto un impegno quotidiano e costante nell’organizzazione di momenti di sensibilizzazione nelle scuole e aperti alla cittadinanza sui temi legati all’orientamento sessuale e l’identità di genere. In questa direzione, il Comitato Toscana Pride si rende disponibile a dare il suo contributo e supporto organizzativo. Facciamo insieme qualcosa di visibile e di concreto per rendere le nostre città più sicure per tutte e tutti”

Foto di Umberto Pardi:

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ultimo aggiornamento: 18-01-2020