Arresto convalidato per la commercialista viareggina arrestata a Prato per aver truffato i due imprenditori cinesi. Il giudice ha però rimesso in libertà la donna, revocando i domiciliari, disponendo la misura dell’interdizione temporanea dalla professione. L’indagata, difesa dagli avvocati Mauro Cini e Davide Pucci, ha scelto di non replicare l’interrogatorio fiume rilasciato venerdì al sostituto Laura Canovai dopo l’arresto, durante il quale ha fornito una sua versione dei fatti. La Procura aveva chiesto chiesto il carcere.
Sono state le segnalazioni arrivate alla procura dai presidenti della Commissione tributaria di Prato e di Firenze a far partire l’inchiesta sulla commercialista di Viareggio,  accusata di aver falsificato i documenti relativi a contenziosi con lo scopo di ingannare i due clienti e farsi dare le ingenti somme di denaro che sarebbero servite alla professionista per sistemare pendenze personali. Alla consegna dell’assegno di 22.500 euro , il giorno dell’arresto, si era presentato non soltanto l’imprenditore cinese ma anche la guardia di finanza e per la donna, già conosciuta perché finita nei guai una quindicina di anni fa per falso e indebita percezione di erogazioni ai danno dello Stato, sono scattate le manette.